Anno Nuovo in Stradanuova 2019 / Spettacolo di Capodanno

Anno Nuovo in Stradanuova: Pandolce VS Panettone – Sfida di cabaret tra Genova e Milano

All’angolo per Genova: Enzo Paci e Alessandro Bianchi
All’angolo per Milano: Giancarlo Barbara e Nando Timoteo

Meglio la metropoli o la città metropolitana? Meglio il motorino o il SUV? Meglio le scogliere o la pianura Padana, la pasta al pesto o il risotto allo zafferano, il mare o la piscina comunale? Insomma, con cosa è meglio festeggiare per chiudere l’anno: il Pandolce genovese o il Panettone milanese?!
Con l’intento di indagare questi eterni dilemmi, Stradanuova vi accompagna verso il 2020 con una sfida di cabaret mai vista prima! Enzo Paci e Alessandro Bianchi, esponenti di punta dei Bruciabaracche e I Pirati dei Carruggi, se la vedranno a colpi di battute con gli sfidanti “foresti”: Giancarlo Barbara e Nando Timoteo. Chi l’avrà vinta in questo match a base di genuino umorismo genovese ed esotico humour milanese? Chi vincerà la sfida Genova-Milano, l’alta velocità della risata?
Sarà il pubblico a deciderlo! A fine serata gli spettatori saranno chiamati a votare la città che gli avrà fatti più divertire! Che vinca il migliore!

Al termine dello spettacolo delle 22:30 sarà servito un brindisi con panettone, pandolce e spumante, (inclusi nel prezzo dello spettacolo) per aspettare insieme il nuovo anno con il sorriso!

Gli sfidanti

GIANCARLO BARBARA

Nel suo spettacolo si diverte a raccontare il suo rapporto col cinema e soprattutto con la musica, svelando il suo animo Rock (Thunderjack su Comedy Central). Interagisce con il pubblico coinvolgendolo nel racconto delle sue storie improbabili, che prendono vita sul palco grazie alla sua mimica. Racconta la sua vita e quella della gente comune che, a volte, diventa uno dei suoi trailers (Zelig). Tra una scena e l’altra prende in mano la chitarra o il pianoforte, per giocare con le canzoni più famose degli ultimi anni e coinvolgere gli spettatori in rivisitazioni musicali, parodie e brani inediti. Il momento di adrenalina arriva col personaggio del Rapinatore (Colorado) dove esprime il suo lato più Folle. Uno spettacolo genuino che dà l’impressione di nascere al momento, col suo pubblico di bambini, giovani e nonni.

NANDO TIMOTEO

Parlare di me in terza persona? Solo se le altre due sono d’accordo.
Nasce nel 1972 per sua stessa ammissione, ma avrebbe potuto nascere prima. Se gli si chiede il perché di tale data, ha aspettato che l’umanità fosse pronta.
Pugliese per vocazione, esportatore di condizionali come vorrei, verrei, non ha mai risolto il cubo di Rubik.
Un tipo schivo, le uniche parole che gli rivolgono sono: “permesso” e “ah scusa, pensavo fossi un altro”.
Si mantiene scrivendo, uno degli effetti collaterali della labirintite.
Umorista ricercato, da una serie di creditori.
Supereroe in cassa integrazione sta aspettando di essere reintegrato. Attualmente vive sotto la soglia di povertà, ma anche lei lo sta sfrattando.
Vive a Bergamo sotto mentite spoglie, che prima o poi si rivestiranno.
Soffre di insonnia da una decina d’anni. Il suo sogno è riuscire a farne uno.
Uno dei suoi più grandi desideri è andare in Thailandia, il suo avvocato ha detto alla giuria di non tenere conto di questa sua ultima dichiarazione.
Quando gli hanno chiesto di tagliare i ponti col passato l’unica sua obiezione è stata: “e che cazzo di forbici mi date?”
Si appassiona facilmente, difficilmente ricambiato.
Nel tempo libero gioca a pallone, perlomeno questo è quello che gli fanno credere i compagni.
Suda alla spina.
Avrebbe potuto essere un campione di scacchi, poi purtroppo il menisco…
È spesso criticato per le sue scelte alimentari, del resto essere cannibali è ancora malvisto.
Dicono di lui una svariata varietà di improperi.
Se il talento avesse un indirizzo sarebbe ai suoi antipodi, ma se gli si dice una frase del genere, abbozzerà un sorriso, semplicemente perché non sa il significato di antipodi.
Dotato di un enorme autostima completamente mal riposta.
Vive ai margini della realtà, ma prima o poi ci entrerà.
Sta aspettando di vincere alla lotteria e mandare tutti quanti a farsi fottere. Peccato non compri mai un biglietto.
A tal proposito dice: altrimenti che fortuna sarebbe?

ALESSANDRO BIANCHI

Per molti l’emozione più bella è mangiare o fare l’amore, ma per Alessandro Bianchi è ridere: mangiare e fare l’amore sono emozioni che una volta appagate svaniscono, di ridere se ne ha sempre voglia. Ridere ci alleggerisce l’umore e trasforma il comico in un supereroe che ha il potere di far ridere a distanza. Un’ora e mezza di risate in cui Alessandro Bianchi, con l’aiuto e la complicità del pubblico, passa in rassegna le migliori maschere della sua ventennale carriera evocando lo yoga del maiale in curva, i vuoti cosmici nella mente di un fotomodello , assistenti di volo in ostaggio di comandanti onnipotenti, traduttori sottopagati e diplomatici russi dalla faccia di cane. Una realtà sbagliata quella rappresentata da Alessandro Bianchi, in cui l’errore è il  protagonista e deus ex machina della sua comicità irriverente e spesso al limite della follia. Ritratti estremi che vi regaleranno un caleidoscopio di palpiti emozioni brividi sorprese disagio spasmi disagio sorprese brividi emozioni e palpiti.

ENZO PACI

Enzo Paci è nato a Genova nel 1973, ha quindi 44 anni ma portati benissimo. Nel 2000 si diploma alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova. Negli anni prende parte a numerosi spettacoli in teatro ma contemporaneamente porta avanti la sua passione per il cabaret partecipando nel 2002 al comedy club di Genova, per poi approdare in televisive in trasmissioni come Central Station, Copernico, Zelig e Colorado. Alternandosi tra monologhi e personaggi quali: Mattia Passadore e la Marisa, la mamma di Mattia, Enzo Paci propone una comicità genuina raccontando un mondo grottesco a tratti fumettistico.

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