Niente Panico* di Luca Avagliano dopo il premio NOPS va in scena al teatro Stradanuova!

Dopo aver vinto il primo premio al festival NOPs – Nuove opportunità per la scena 2018, entra nella programmazione del Teatro Stradanuova un monologo “disperatamente comico”.
Niente Panico* vaneggiamenti di un patafisico involontario, scritto e interpretato dall’attore pratese Luca Avagliano, produzione KanterStrasse.

Niente Panico* è una scrittura originale, intima, folle e, al contempo, tenera e umanissima, nata sotto il segno di un logico nonsenso, e, involontariamente, della patafisica… la scienza delle soluzioni immaginarie. Sì, no… sì, ma quindi?
Un normalissimo uomo in pigiama affronta la sua sindrome da abbandono, la paura del futuro, il demonio, gli alieni, uno gnomo gigante al fianco del suo fanciullo interiore. Ah! In un’ora circa Luca Avagliano mette in scena una quantità strabiliante di personaggi in un incontenibile flusso di INcoscienza, esilarante fino alle lacrime.

Spettacolo, testo, canzoni e voci varie di Luca Avagliano
Luci a cura di Marco Santambrogio
Scena a cura di Eva Sgro’
Elaborazione audio Tommaso Andreini / Edoardo Simeone
confronto in amicizia sul testo Astutillo Smeriglia
La canzone “Filumè” è stata musicata da Michele Maione
Una produzione Kanterstrasse (Terranuova B.ni – AR)

Sinossi

“Facciamola finita, ammettiamolo, non abbiamo più un futuro!”. Con questa frase Mirella lo fece piombare nella consapevolezza di vivere in un presente apparentemente senza ormai futuro, dove è facile sentirsi quantomeno smarriti, spauriti, lasciarsi andare all’inerzia e ritenere ormai inutile investire in qualcosa soprattutto se ad affrontarlo si è da soli, senza più Mirella. In questa inerzia, in questa inquieta tranquillità e reclusione domestica, un normalissimo essere umano, indossando il suo comodo pigiama, innesca un vorticoso, inarrestabile e impacciato susseguirsi di riflessioni, confessioni, possessioni e canzoni alla ricerca di come sia arrivato ad avere paura di tutto e tutti, di come non farsi più prendere dal panico e di che cosa sia reale e concreto.
Un incontenibile flusso d’incoscienza che spazierà dalla poesia al catechismo, dalla scienza alla saggezza popolare, dalla psicanalisi all’equitazione, dall’amore a… gli alieni, forse unica via d’uscita e di salvezza, anche se, restando fermo immobile in attesa di un raggio traente, è facile farsi prendere dal panico… magari basterebbe correre per non farsi prendere, e, uscendo, ci si potrebbe anche accorgere di non essere così soli nell’universo.